Il 27 luglio Slow Life Slow Games ha fatto tappa all’ospedale di Cecina, trasformando il gioco in uno strumento di incontro, informazione e prevenzione.
Cittadine, cittadini, famiglie e operatori sanitari hanno potuto partecipare a giochi da tavolo, quiz e attività interattive, confrontandosi con i ludo-educatori e con il personale sanitario sui rischi legati al gioco d’azzardo e sui servizi disponibili nel territorio.
Slow Life Slow Games è il progetto di educazione al gioco sano e di prevenzione della patologia da gioco d’azzardo realizzato dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest insieme a Lucca Crea / Lucca Comics & Games, con il contributo economico della Regione Toscana.
Un modo diverso di parlare di prevenzione
Lo spazio allestito all’interno dell’ospedale è stato pensato come un luogo aperto, accessibile e non giudicante, nel quale affrontare un tema complesso attraverso un linguaggio semplice e coinvolgente.
I giochi da tavolo hanno mostrato il valore positivo del gioco come occasione di socializzazione, collaborazione e sviluppo delle capacità personali. Accanto a questi era presente anche una falsa slot machine, utilizzata come dispositivo di sensibilizzazione.
Non una vera slot, quindi, ma uno strumento simbolico con cui riflettere sulle probabilità di vincita, sulle illusioni di controllo e sui meccanismi che possono favorire lo sviluppo di un comportamento problematico.
«Negli ospedali promuoviamo il gioco sano, fatto di socializzazione e di talento, e combattiamo invece il gioco d’azzardo: quel gioco che ti fa perdere sempre e non ti fa vincere mai, così nel gioco come nella vita», ha sottolineato Nicola Lucchesi, presidente di Lucca Crea.
A guidare le attività sono stati i ludo-educatori di Lucca Crea / Lucca Comics & Games, insieme al personale del SerD Valli Etrusche, presente per offrire informazioni, ascolto e orientamento sui servizi del territorio.
Prevenire fin da piccoli
L’ospedale, luogo di cura per eccellenza, ha rappresentato una cornice particolarmente significativa nella quale richiamare l’attenzione sui danni provocati dal gioco d’azzardo.
«I numeri che ci attraversano, per quanto riguarda il gioco d’azzardo, sono esorbitanti», ha affermato Giovanna Poliseno, direttrice dell’ospedale di Cecina. «Un’attività di prevenzione sul non utilizzo del gioco d’azzardo deve iniziare fin da piccoli, ma deve proseguire educando tutte le persone. L’obiettivo dell’attività è diffondere tra tutta la popolazione la conoscenza dei danni provocati dal gioco d’azzardo».
Il progetto non si limita infatti agli appuntamenti organizzati negli ospedali, ma coinvolge scuole, anziani, società sportive e cittadinanza, portando le attività di sensibilizzazione in contesti e fasce d’età differenti.
«Come SerD siamo in prima linea nel progetto Slow Life Slow Games», ha spiegato Anna Adamovit, responsabile del SerD Valli Etrusche. «Il progetto prevede attività di prevenzione che, oltre agli ospedali, coinvolgono le scuole di ogni ordine e grado, gli anziani, le società sportive e la cittadinanza. Teniamo molto a questo progetto perché la prevenzione è essenziale per arginare la patologia da gioco d’azzardo».
Anche l’U.O.S. Educazione e Promozione della Salute Valli Etrusche, rappresentata dal direttore Luigi Franchini, da Nicoletta Cioli e da Arianna Moretti, ha accolto con favore l’iniziativa: «Slow Life Slow Games rappresenta uno strumento efficace per fare prevenzione, perché consente di costruire consapevolezza nei ragazzi e di individuare i loro bisogni. Intervenire precocemente è fondamentale per prevenire lo sviluppo di forme di dipendenza».
Una rete territoriale contro le dipendenze
La tappa di Cecina ha messo in evidenza il valore della collaborazione tra strutture sanitarie, servizi territoriali, istituzioni e realtà specializzate nel mondo del gioco.
«Il momento di oggi è importante per la nostra zona: è un momento di consapevolezza, perché vogliamo richiamare l’attenzione, nel luogo di cura per eccellenza, l’ospedale, sulla tematica della patologia da gioco d’azzardo», ha dichiarato Laura Brizzi, direttrice della Zona Distretto Valli Etrusche. «È un fenomeno che interessa la nostra zona, così come le altre, e siamo molto contenti di avere come partner Lucca Crea, importante esperto nel settore del gioco, insieme a tutta l’équipe multiprofessionale che si occupa delle dipendenze sul nostro territorio».
L’attività di prevenzione si affianca ai servizi di ascolto e cura messi a disposizione dal SerD Valli Etrusche. Nella sede di Cecina lo sportello di ascolto e counseling è attivo ogni lunedì, dalle ore 14 alle 15, mentre nella sede di Piombino è disponibile ogni martedì nella stessa fascia oraria.
Gli sportelli rappresentano un primo punto di contatto per chi gioca, per i familiari e per tutte le persone che hanno bisogno di ricevere informazioni o comprendere meglio una situazione di difficoltà.
Un fenomeno spesso nascosto
I dati del SerD Valli Etrusche mostrano quanto la patologia da gioco d’azzardo possa rimanere sommersa. Su 840 utenti presi in carico dal 1° gennaio 2025 a giugno 2026, soltanto 25 risultano seguiti per una dipendenza da gioco.
Numeri che non indicano necessariamente una scarsa diffusione del problema, ma mostrano quanto possa essere difficile riconoscerlo e chiedere aiuto.
La patologia da gioco d’azzardo può infatti produrre conseguenze economiche, familiari, lavorative e relazionali, coinvolgendo non soltanto chi gioca, ma anche le persone che gli sono vicine.
«Ho fatto per tanti anni il medico di famiglia e ho visto molte famiglie rovinate dal gioco d’azzardo», ha ricordato l’assessore Roberto Gori. «Lo Stato dovrebbe essere più presente nella prevenzione di questi fenomeni, cercando di aiutare le persone che diventano dipendenti. La società ci prova, ma, a volte, combattiamo una lotta abbastanza impari».
Sulla necessità di rafforzare ulteriormente il lavoro di prevenzione è intervenuta anche Sandra Scarpellini, presidente della Società della Salute Valli Etrusche: «Il lavoro che facciamo come Società della Salute per prevenire ogni forma di dipendenza è da ampliare. Resta però un problema di fondo: lo Stato deve prendere atto che non può, da una parte, contrastare il gioco d’azzardo e, dall’altra, favorire le scommesse. La quantità modica nel gioco d’azzardo non esiste».
Informarsi è il primo passo
Slow Life Slow Games utilizza il linguaggio del gioco sano per creare occasioni di dialogo senza stigma e aiutare le persone a riconoscere i rischi prima che il comportamento di gioco diventi una dipendenza.
La tappa di Cecina si inserisce nel percorso del progetto negli ospedali dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, avvicinando la prevenzione ai luoghi frequentati ogni giorno dalla comunità.
Giocare insieme, informarsi e conoscere i servizi disponibili può essere il primo passo per sviluppare maggiore consapevolezza e affrontare tempestivamente una situazione di difficoltà.